Artkids.it2017-03-31T12:15:49Zhttp://www.artkids.it/feed/atom/WordPressLidiahttp://www.artkids.it/?p=60302017-03-31T12:15:49Z2017-03-30T21:40:08ZForse tutto è nato da lì, da quell’immagine fissa nella mente di bambini e bambine che, in tanti musei di New York, Londra, Parigi o San Francisco, sembrano “dialogare” con i quadri che hanno di fronte. Giovani visitatori che si sentono così a proprio agio davanti ai mostri sacri della pittura o della scultura da sdraiarsi per terra e, muniti di carta e colori, riprodurre o reinterpretare le loro opere.

L'uomo preistorico

Ecco, sì: tutto è nato dal desiderio di condividere con i bambini, tutti i bambini, la nostra passione per l’arte, in un modo che rispettasse la loro natura, il loro desiderio di fare e di interagire. Un modo che potesse permettere anche al giovane pubblico del paese più ricco al mondo di opere d’arte di non essere solo spettatori (annoiati!) della Bellezza, ma di diventarne protagonisti.

Sì, Artkids è nata proprio così. Una strada non facile la nostra, ma ricca di grandi soddisfazioni. In questi anni hanno visto la luce libri che ci hanno rese molto fiere, frutto di collaborazioni bellissime con alcune delle principali case editrici italiane. Abbiamo alimentato il nostro sito e il nostro blog che, lungi dal consacrarci come vere blogger, è stato veicolo di iniziative importanti come “La mia storia dell’Arte” che ci hanno messo in contatto con un gruppo sempre più grande di genitori e insegnanti amanti come noi dell’arte e desiderosi di trasmettere ai più giovani la loro passione. Abbiamo stretto collaborazioni e amicizie che rendono il nostro lavoro più completo e più bello. Prima fra tutte è quella con Sabrina Ferrero, in arte Burabacio, che con i suoi colori, i suoi personaggi e il suo tratto grafico dà “volto” e personalità a molti dei nostri lavori.

Caravaggio

Oggi si è realizzato per noi un sogno che da tempo custodivamo nel nostro cassetto segreto. L’incontro con persone e operatori culturali illuminati e attenti al giovane pubblico come Nuova Villa Reale, Cultura Domani e ViDi ha fatto sì che, nella straordinaria cornice della Villa Reale di Monza, si potessero aprire le porte de “La storia dell’arte raccontata ai bambini”: una mostra che non è una mostra, piuttosto una “palestra” nella quale fare amicizia con alcuni artisti e “allenarsi” nella pratica artistica vivendone lo stile e le caratteristiche.

Il percorso espositivo è suddiviso in stanze multisensoriali. In ciascuna di esse, i bambini sono accolti da brevi filmati nei quali gli artisti (il “maestro” della grotta di Lascaux, Leonardo, Caravaggio, Monet, Van Gogh, Kandinsky, Warhol), interpretati e disegnati dalla meravigliosa Burabacio, li introducono alla loro vita, alla loro arte e ai loro capolavori.

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Alla fine di ogni racconto i giovani visitatori sono invitati a rielaborare i concetti che hanno visto e ascoltato dalla viva voce dei Maestri, in una serie di attività creative che li fanno giocare, disegnare, scrivere e sperimentare le tecniche e i linguaggi dell’arte.

Stasera abbiamo visto bambini e bambine ascoltare le storie dell’arte con gli occhi spalancati e pieni di meraviglia. Li abbiamo visti dipingere alla maniera degli Impressionisti, copiare dal vero come Caravaggio, decorare una grotta come gli uomini delle Preistoria, scrivere una lettera come faceva Van Gogh con suo fratello Theo, realizzare un’opera Pop e comporre una tela alla maniera di Kandinsky.

Caravaggio

Stasera abbiamo visto bambine e bambini divertirsi con l’arte, genitori condividere con i propri figli momenti creativi lasciando da parte inibizioni e autocensure e nonni sorridere soddisfatti seppur un po’ scettici.

Stasera abbiamo visto un sogno realizzarsi, con la speranza che da esso non ci si debba svegliare, ma che sia solo l’inizio per ognuno dei bambini e delle bambine che hanno visitato la mostra e per quelli che lo faranno nei prossimi mesi, di un’amicizia straordinaria con l’Arte, gli artisti e i loro capolavori.

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Per informazioni, biglietti e prenotazioni visita il sito della Villa Reale.

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Lidiahttp://www.artkids.it/?p=60182017-02-15T09:11:56Z2017-02-15T09:04:52ZEbbene sì: l’ho fatto, ci sono caduta anche io! Anche io mi sono fatta prendere dalla passione per … i coloriage. Ok, lo so, l’ho già detto, non sono decisamente una trend setter, arrivo sempre in ritardo, ma quando poi una cosa mi appassiona, presto o tardi che sia, ho bisogno di scriverne e di condividerla.

Se vado indietro (molto indietro!) nel tempo e risalgo alla mia infanzia, non ricordo di avere mai passato troppo tempo a colorare i disegni di altri. Disegnavo io, non avevo di certo voglia di completare l’opera iniziata da qualcun altro. La scoperta di questo mondo è arrivata molti anni dopo, insieme a Numero Uno e Numero Due. In Francia non c’è ristorante, dal più piccolo al più lussuoso, che non offra ai bambini, al momento delle ordinazioni, un simpatico disegno da colorare e una scatoletta di matite. Confesso di aver sempre provato una certa invidia per questa attività pre e post prandiale, attutita solo dalla soddisfazione di riempire la mia borsa di matitine (gli articoli di cartoleria eguagliano i libri fra i miei acquisti compulsivi e incontrollati!). Gli editori transalpini alimentano da moltissimi anni questa passione infantile dando alle stampe libri di grande bellezza. Inutile dire che la libreria delle mie figlie è sempre stata fornitissima di questi volumi di diverso tema e dimensione.

L'arte di colorare

Il fatto è che negli ultimi anni, in moltissimi paesi del mondo, la passione per il colorare si è estesa in modo straordinario e ha conquistato l’universo degli adulti. Già tre anni fa, leggendo i risultati del mercato libraio francese, mi aveva colpito tantissimo vedere come questa categoria di pubblicazioni avesse conquistato una significativa quota di vendite.

L’Italia e i suoi editori non hanno perso tempo. Pensate un attimo a una libreria che frequentate, magari a una di quelle grandi tipo Feltrinelli o Mondadori: quali libri trovate vicino alle casse? Sì, proprio loro, i colouring book. Ce ne sono di tutte le sorti e argomenti: dai fiori ai caratteri tipografici, dagli Egizi ai mandala, dai gatti agli uccelli del paradiso. La casa editrice Ippocampo, solo per fare un esempio, che ha acquisito per il nostro paese i diritti di pubblicazione di questi volumi dedicati alla Art Therapy, ne ha in catalogo circa una trentina. Ovviamente non sono i soli: piccoli e grandi editori mettono al lavoro o vanno a scovare grafici e illustratori che a questo splendido mondo possano dedicare il loro tratto e la loro creatività.

Il libro delle meraviglie, Ippocampo

Fra questi non posso non citare Sabrina Ferrero, in arte Burabacio (al cuor non si comanda!): i suoi album da colorare (li trovate nella sua boutique su Etsy) sono una vera gioia per le matite e per chi le usa.

Sogno di gatto, Sabrina Ferrero

Ora, la domanda sorge spontanea: perché tanto successo? C’è chi sostiene che l’atto del colorare sia una vera e propria terapia, un antidoto allo stress, una possibilità di staccare la spina e di lasciarsi andare a qualcosa di inutilmente utile.  Burabacio, in un bellissimo post dedicato al colorare, dice “La via del colore è una filosofia, una strada, un percorso, un’arte, è uno strumento per conoscere noi stessi e quel che ci circonda, per liberare la creatività, per abbandonare la paura del colore e della sperimentazione”.

Personalmente non so se tutti quelli che colorano abbiano coscienza della profondità di quello che fanno, ma credo che a tutti sia chiaro il senso di piacere che esso dà. Tutti presi come siamo ad adempiere i nostri doveri, a perseguire la performance, a fare quello che “è bene”, forse solo in attività come questa (sia inteso, ne esistono altre analoghe o diverse di eguale efficacia) riusciamo a ritrovare il gusto dell’inutile che, però, ci rende sereni. Io penso, perché lo provo quando coloro, che sia un modo per recuperare la nostra parte bambina che troppo spesso mettiamo a tacere. Per me è anche un modo di condividere del tempo in modo diverso con i Fantastici Quattro; indipendentemente dalle loro età, quando si apre la sessione di album e matite, nessuno vuole rimanerne fuori!

L'arte di colorare

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Martinahttp://www.artkids.ithttp://www.artkids.it/?p=60082017-02-08T07:29:08Z2017-02-08T07:24:34ZPochi giorni fa, durante una colazione con un’amica, ho chiesto alla sua bambina, impegnata in un complicato coloriage per sopravvivere al lungo tempo delle chiacchiere materne, che cosa facesse di bello durante le ore di arte a scuola.

La sua risposta mi ha lasciato di stucco. “Solo cose inutili”, ha detto con aria annoiata e poi ha proseguito nella sua scelta attenta di colori e accostamenti.

Ecco, l’utilità o l’inutilità sono dei concetti che ai piccoli sono proprio cari. L’idea che una cosa, un’azione o un’attività siano utili o inutili è assolutamente soggettiva, ma è sicuramente il motore che spinge a farla o non farla, ad aderire o non aderire.

Quando parliamo d’arte la cosa si fa ancora più seria (almeno per noi di Artkids…).

“A cosa serve l’arte?” è la domanda che ci poniamo ogni volta che cominciamo un nuovo progetto, sia esso un libro, una mostra o l’animazione di un incontro.

Qualche mese fa, prima di ricominciare la pubblicazione delle puntate de La mia Storia dell’Arte dopo la pausa estiva, ne avevamo scritto anche qui.

Ci interessa davvero che i bambini imparino la storia dell’arte? Lo riteniamo importante per il loro bagaglio culturale, per il loro curriculum? No, a noi interessano le Storie, le Vite, gli Sguardi degli artisti sul mondo, interessa la Bellezza della vita che raccontano. A noi piace immaginare i bambini giocare, disegnare, scrivere, incontrare artisti come se fossero persone in carne ed ossa. Vogliamo che i bambini diventino amici dei protagonisti dell’arte e con loro si scambino storie e condividano esperienze.

L’arte non è una “cosa” astratta e misteriosa, per pochi eletti. L’arte è la rappresentazione della vita, delle esperienze, delle emozioni più profonde. L’arte SERVE alla vita perché è essenza stessa della vita.

Certo, non è semplice spiegare ai bambini tutte queste cose. I bambini non hanno bisogno di teorie, hanno bisogno di fare, perché attraverso il fare capiscono.

Proviamo allora noi genitori per primi a fare esperienza dell’arte, proviamo a sentire sulla nostra pelle quanto l’osservazione di un dipinto, l’ascolto di una musica, la contemplazione di una cattedrale o persino un coloriage ci facciano stare bene, ci “servano” per rimettere in ordine pensieri ed emozioni. E poi invitiamo i nostri figli a condividere questi momenti, con i loro tempi e le loro modalità.

Chissà, forse in questo modo sarà più chiaro a loro (e a noi!) perché l’arte sia una cosa MOLTO UTILE.

P.S. Amiamo molto lo scrittore Alain de Botton: nel suo libro “Arte come terapia”, lui sostiene addirittura che l’arte aiuti a vivere meglio! Guardate questo video: è illuminante.

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Lidiahttp://www.artkids.it/?p=60002017-01-25T10:27:38Z2017-01-25T10:09:08ZChe i libri siano insieme all’arte la mia grande passione l’ho già detto tante volte. Sono un’acquirente compulsiva, di quelle che, varcata la soglia di una libreria, vengono prese da un desiderio irrefrenabile di portarsi a casa quanti più volumi possibili da gustarsi nelle ore immediatamente successive. Quando ero una bambina, mia mamma mi portava una volta alla settimana alla Libreria dei Ragazzi di Milano: non ho mai dimenticato la gioia unica di potermi sedere vicino alla cassa a sfogliare i libri e cominciare a leggerli nella speranza di poterne poi avere uno tutto per me. È lì che ho scoperto alcuni autori che mi hanno poi accompagnato tutta la vita. I libri hanno segnato e continuano a segnare ogni momento della mia esistenza.

Penso di aver cominciato la creazione della biblioteca personale della mia primogenita ancor prima di averle comprato il primo paio di calzine con il risultato, quasi 15 anni dopo e con quattro figli all’attivo, di avere ormai in casa una succursale della sopracitata Libreria dei Ragazzi. Il mio lavoro ha aggiunto e giustificato la necessità di tenermi aggiornata su tutto quello che viene scritto per i bambini in materia di arte: ok, lo so, l’investimento è aumentato, ma con quale soddisfazione! È per questo che abbiamo deciso di proporvi, una volta al mese, un libro che di arte parla, in modo diretto o indiretto. Perché, diciamocelo, il panorama dei libri per l’infanzia, anche in Italia, è ogni giorno più ricco e di qualità.

“Le 7 arti in 7 donne” è una vera “chicca”. La sua autrice, Chiara Carminati, racconta in modo leggero e appassionante i primi anni di vita di sette artiste, ponendo l’attenzione su quella fase della vita in cui si accende e divampa il fuoco della passione che le accompagnerà durante tutta la loro esistenza. Capita spesso di leggere che un determinato artista ha dimostrato fin dalla più giovane età una spiccata predisposizione ora per la pittura, ora per la musica ora per una qualsiasi altra arte. Molto più raro, invece, è trovarsi di fronte al racconto di quell’intuizione, di quel talento, di quelle vicissitudini che hanno costituito la base di un’intera carriera.

Le sculture di Camille Claudel, i quadri di Artemisia Gentileschi, le note di Clara Schumann, i versi della poetessa polacca Wislawa Szymborska, il ritmo di Josephine Baker, l’amore per le costruzioni di Gae Aulenti e il gusto per il racconto delle storie attraverso le immagini di Alice Guy, la prima cineasta della storia, animano le pagine di questo splendido libro. Anche se il volume è scritto per i bambini (a partire dai 10 anni), io, adulta, mamma, appassionata di arte, ho avuto modo di scoprire aspetti straordinari e nuovi delle vite delle donne protagoniste. Ogni esistenza raccontata porta con sé una piccola, grande lezione di vita e richiama sempre l’importanza dell’infanzia, del “momento bambino”, felice o triste che esso sia stato, come quello fondamentale per la nascita della passione, per la spinta a far sì che i sogni debbano sempre essere seguiti.

Un passaggio in particolare mi è rimasto nel cuore. È tratto dalle pagine dedicate alla Szymborska:

“C’è gente che ricorda l’infanzia come il momento in cui ci si meravigliava di tutto. Se è così, allora io ho vissuto l’infanzia all’inverso, a mano a mano che crescevo. Più vivevo, più mi stupivo. E non parlo dello stupore per le notizie eclatanti, ma di quello piccolo, quotidiano, quasi impercettibile. Lo stupore che ti prende se fai attenzione alle cose che ti circondano. È impossibile non meravigliarsi del fatto che ogni giorno è diverso dall’altro, che ogni minuto è unico nell’universo”.

Ecco, lo stupore! Quello risvegliato in me da questo piccolo, immenso libro.

Chiara Carminati
Le 7 arti in 7 donne
Collana “I magnifici 7”

Mondadori

Puoi acquistare il libro qui.

Le 7 arti in 7 donne

 

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Lidiahttp://www.artkids.it/?p=59892017-01-17T15:03:57Z2017-01-18T07:00:29ZUn po’ per natura, un po’ per deformazione professionale, ogni volta che vado a vedere una mostra cerco di scovarne il lato “bambinesco”, quello che maggiormente possa catturare l’attenzione dei giovani visitatori. A volte è un quadro, altre la storia dell’artista, altre ancora l’unione delle due.

Lo confesso, non sono propriamente una talent scout, anzi, a volte saluto come la scoperta del secolo un artista, un fotografo e una mostra che sono già state viste e recensite centinaia di volte. Se poco più di un anno fa, sfruttando l’invito che gentilmente mi ha rigirato la Zia Giovy, sono andata a vedere la mostra dedicata a Vivian Maier allo Spazio Forma di Milano, è stato perché la signora in questione faceva la… bambinaia. Banale, forse, ma i collegamenti creati dal mio cervello sulla realtà infantile e lo stimolo ad andare sempre a vedere, verificare e approfondire sono assolutamente irrefrenabili.

E così, davvero per puro caso, mi sono trovata a scoprire e ad amare (un vero e proprio colpo di fulmine!), le fotografie che questa donna eccezionale, tata di professione e fotografa per passione, per più di mezzo secolo ha dedicato al mondo che la circondava.

La storia della sua scoperta è a dir poco straordinaria. Nel 2007 un ragazzo di Chicago, John Maloof, che sta scrivendo un libro sulla sua città, compra a un’asta una scatola piena di negativi fotografici. Non sa di cosa si tratti, ma spera di trovare delle immagini interessanti per il suo libro. Appassionato di brocante e abituale frequentatore delle vendita all’incanto, Maloof “scommette” sul suo sesto senso. Quando comincia a scannerizzare i negativi si trova davanti a un “universo”, popolato da uomini, donne, bambini, scene di vita di ogni giorno, scorci di strade, spaccati di realtà, che gli aprono le porte di anni e anni di vita americana. La sorpresa è totale! Come caduto in un incanto, fa di tutto per recuperare anche le altre scatole di negativi e rullini che erano stati venduti alla stessa asta e comincia a dedicarsi, anima e corpo, a ricostruire la storia di quelle immagini e, soprattutto, ad identificarne l’autore, l’occhio che sta dietro ad esse.

È così che scopre che l’artefice di tanta bellezza è una certa Vivian Maier, una signora dall’aria discreta, quasi anonima, che per tutta la sua vita ha fatta la tata. Nessuna delle persone che l’hanno conosciuta, men che meno i bambini di cui negli anni si è occupata e i loro genitori, hanno mai sospettato che, nel tempo libero, si potesse dedicare a ritrarre e cogliere così nel profondo il mondo che la circondava.

Tutto il suo tesoro è rimasto chiuso nelle scatole che gelosamente si portava dietro ed ha visto la luce solo dopo la sua morte, grazie al caso, alla curiosità e alla passione che, dal giorno di quella fortunata asta, ha accompagnato Maloof. L’interesse nei confronti della Maier non ha mai cessato di crescere e, in ogni parte del mondo, si susseguono le mostre a lei dedicate.

Dopo il mio primo “incontro” con lei, ho cominciato a collezionare tutto quanto fosse stato pubblicato. Non ancora molto, a dir la verità, ma sufficiente a far nascere anche nei Fantastici Quattro la curiosità di andare a vedere la mostra delle sue foto, aperta al pubblico fino al 29 gennaio, all’Arengario di Monza. Il percorso è come una passeggiata nelle strade dell’America che fu, alla ricerca di dettagli, espressioni e piccole curiosità di persone sconosciute, colte in attimi di grande intensità. I bambini e il loro mondo di gioco e incanto hanno catturato Numero Tre e Numero Quattro, colpiti dal riconoscere giochi comuni e ambienti nuovi. Numero Due, il cui naturale prolungamento della mano, se le fosse concesso, sarebbe il suo smartphone, ha apprezzato quei “selfie” ante-litteram (“autoritratti, figlia mia, autoritratti!”) che la Maier si faceva, servendosi di specchi, vetrine e ombre. E Numero Uno, completamente calata nella sua nuova realtà di studentessa di Liceo Artistico, ha letteralmente adorato ogni fotografia, ha elaborato le linee guida di una presentazione da fare in classe e si è riproposta di realizzare almeno una decina di scatti identici.

E io? Beh, io, anche questa volta, mi sono fatta avvolgere dalla capacità che ogni foto ha di raccontarmi una storia, dalla magia con cui una donna di poche parole (così la definiscono quelli che l’hanno conosciuta) è riuscita a dare voce alle sue immagini e al suo mondo e, a distanza di anni, toccare il mio cuore.

PS. Lo confesso: tornata a casa ho tirato fuori la mia piccola Leica e mi sono riproposta di farla diventare la mia nuova “collaboratrice”.

Un piccolo assaggio della bibliografia dedicata all’artista. Il libro “Lei” è una vera delizia per i bambini (e non solo).

Un piccolo assaggio della bibliografia dedicata all’artista.

Un piccolo assaggio della bibliografia dedicata all’artista.

 

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Lidiahttp://www.artkids.it/?p=59772017-01-11T12:56:44Z2017-01-11T12:56:44ZCominciamo questo nuovo anno cercando di mettere in pratica quanto ci siamo raccontati nei mesi scorsi.

Ogni settimana vi abbiamo proposto le storie e le opere di tanti artisti e ci siamo ripetuti che conoscerle è importante per ognuno di noi perché hanno uno stretto legame con la nostra vita, perché ci insegnano a guardarci meglio dentro e ci aiutano a tirare fuori l’artista che è in ognuno di noi.

Degli artisti di cui abbiamo parlato, diciamocelo, siamo diventati un po’ amici. E quando si è amici si ha voglia di passare del tempo insieme, di conoscersi sempre meglio, di scambiarsi delle confidenze. Uno dei modi per far sì che questo avvenga con gli artisti (lo sappiamo, sarebbe molto più bello conoscerli di persona!) è andare a vedere le mostre a loro dedicate. Prendiamo l’esposizione come un luogo, un momento privilegiato nel quale e durante il quale incontrare quell’artista, lasciamoci trasportare dalla possibilità di guardare e di toccare (con gli occhi, non con le mani!) il suo lavoro. Facciamoci coinvolgere dalla sua storia, dai suoi colori, dalle sue atmosfere, dalle sue passioni.

Proponiamo così, come un incontro con un amico, le ore passate nelle sale di una mostra o di un museo ai nostri bambini. Facciamo sentire loro che stiamo andando a conoscere qualcuno, a fare amicizia con lui, a farci raccontare delle belle storie. Anche noi genitori dovremmo vivere così l’arte: non facciamoci prendere dall’ansia della perfezione, dalla smania di offrire un percorso educativo completo, dalla voglia di creare ai nostri figli un curriculum di livello. Lasciamoci invece andare alla contemplazione del bello, alla passione per l’immagine e il colore, alla sospensione del giudizio e delle teorie. Se noi adulti per primi riusciremo a vivere così il rapporto con l’arte, anche i nostri figli (forse!) impareranno ad apprezzarla, a farla diventare un tassello della loro esperienza e insieme trasformeremo pittori, scultori e fotografi in veri e propri amici di famiglia.

PS qualche giorno prima di Natale, Numero Tre e Numero Quattro, mi hanno detto con fare molto serio: “Mamma, abbiamo capito che abita in Messico, ma questa tua amica Frida di cui abbiamo così tante foto e libri in casa, almeno per Natale la potresti invitare a mangiare una fetta di panettone!”.

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Martinahttp://www.artkids.ithttp://www.artkids.it/?p=59662016-12-22T20:34:59Z2016-12-22T20:32:11ZEbbene sì, mi sono concessa un pomeriggio di pausa creativa… un viaggio in Giappone, nel Giappone di Hokusai nella nostra Milano!

Che meraviglia! Sono uscita dalla mostra che si tiene a Palazzo Reale con mille idee da riproporre ai miei alunni.

Ho cominciato con il leggere in classe il libro “Il sogno di Hokusai” di Ilaria Demonti (Skira Kids), anch’esso un “viaggio” nel mondo fluttuante del Maestro. Dopo averlo analizzato nei minimi particolari abbiamo guardato tutti insieme il famoso quadro della “Grande Onda”, dalla quale siamo partiti per il nostro lavoro.

I bambini hanno ricalcato le parti basilari dell’opera (onda, barche, monte Fuji, cielo) con le matite colorate; questo per allenare e sviluppare la coordinazione oculo-manuale. Il secondo passo è stato quello di riprodurre il quadro secondo le modalità proposte dal libro letto: lo sfondo con tecnica di frottage con pastello ad olio, il mare tempestoso con tempera blu notte diluita con farina e stesa con la spatola, ed infine gli schizzi del mare con carta allumino accartocciata e tempera bianca.

Durante l’attività mi è piaciuto molto ascoltare i commenti dei miei alunni in particolare F. rivolto ad una compagna: “Ma questo Hokusai era veramente bravo… sai che ha dipinto 500 Onde tutte come la nostra… Io le vedo per tutta Milano!” (si riferisce alla campagna pubblicitaria sui tram cittadini).

I genitori sono rimasti entusiasti del lavoro svolto, in particolare una mamma mi ha detto: “Sono dovuta andare alla mostra perchè mia figlia mi spiegava il quadro ad ogni angolo di Milano!”.

Missione compiuta: portare bambini e genitori a godere dell’immenso patrimonio artistico e ad aprire la mente creativamente!

Ilaria
(La maestra Ilaria insegna alla scuola materna e ha svolto questo laboratorio con i bimbi di 4 anni)

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Martinahttp://www.artkids.ithttp://www.artkids.it/?p=59602016-12-21T10:19:23Z2016-12-21T10:19:23ZOggi è davvero l’ultima puntata, il racconto di Artkids e Burabacio che vi ha accompagnato settimanalmente per un anno finisce qui.

È il momento di dire GRAZIE: grazie soprattutto a Sabrina Ferrero, in arte Burabacio, per aver colto l’invito a partecipare a  questa avventura e aver dato forma ogni settimana alle nostre idee e i nostri racconti. Il suo apporto oltre a essere straordinariamente pieno di talento creativo è anche sempre carico di contenuti, suggerimenti, proposte, passione e dedizione. Grazie Sabrina, davvero!

Un grazie anche a tutti voi che ci avete letto puntata dopo puntata, grazie a quelli che ci hanno condiviso per far conoscere ai loro amici un progetto che hanno apprezzato, grazie a quelli che ci hanno scritto e mandato le foto dei loro lavori. In questa avventura abbiamo conosciuto tanti amici appassionati con cui condividere l’amore per l’arte!

Grazie infine agli artisti di ogni tempo che non smettono mai di affascinarci, farci sognare e ispirarci.

Vi salutiamo con un ultimo regalo per voi: dopo aver ascoltato le storie di artisti di tutti i tempi e apprezzato i loro capolavori è ora di scrivere la vostra storia di artista e di realizzare il vostro capolavoro.

Clicca qui per scaricare il tuo regalo!

Buone feste e arrivederci al 2017

Martina e Lidia

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Martinahttp://www.artkids.ithttp://www.artkids.it/?p=59492016-12-14T07:55:31Z2016-12-14T08:00:24ZÈ sempre difficile mettere un punto, ma questa volta è proprio vero: siamo arrivati alla fine de “La Mia Storia dell’arte” di Artkids e Burabacio.

Picasso era il nostro ultimo artista e “Les Demoiselles d’Avignon” sarà il nostro ultimo capolavoro. È un’opera che rompe tutti gli schemi e che dà una svolta straordinaria alla Storia dell’arte e ci piace molto l’idea di lasciare quest’avventura con un’opera così dirompente e che allo stesso tempo ha aperto le porte a nuove avventure creative.

La scheda capolavoro di Picasso la trovi qui!

La scheda attività di Picasso la trovi qui!

Ti lasciamo con un’ultima attività dove ti cimenterai in un ritratto cubista. Anche la nostra compagna di questo fantastico viaggio, Sabrina Burabacio, si è cimentata nell’attività e ti ha dato una traccia di come realizzarlo, ma come sempre sentiti libero di interpretare il lavoro con assoluta libertà e fantasia.

Ricordati che ci fa sempre molto piacere se CONDIVIDI il nostro progetto, ti ISCRIVI alla nostra newsletter,  ci MANDI qualche foto e commento e RISPETTI il COPYRIGHT :-)

Se ti sei perso le istruzioni e le schede delle puntate precedenti le trovi qui.

Ti aspettiamo mercoledì prossimo per i saluti e gli auguri di Natale :-) !

Martina e Lidia

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Martinahttp://www.artkids.ithttp://www.artkids.it/?p=59432016-12-07T09:06:25Z2016-12-07T09:06:25ZL’ultimo artista che incontreremo nel nostro viaggio tra i capolavori della Storia dell’arte è Pablo Picasso. Un artista poliedrico che oltre a quadri straordinari ci lascia sculture, ceramiche, litografie, incisioni e persino bellissime poesie. È un artista che ha scandito il Novecento con le fasi della sua evoluzione artistica e di uomo, protagonista indiscusso di tutto il secolo ci lascia un’eredità enorme sia di opere sia di messaggi sociali e umani.

Scarica qui la scheda di Pablo Picasso!

Come ogni settimana avrai un area per raccogliere le immagini delle sue opere oppure per copiarle o ancora per sperimentarti nella pittura alla maniera di Picasso. Una cornice nella prima pagina aspetta una fotografia dell’artista o un tuo ritratto. È importante iniziare la lettura della puntata dopo aver guardato negli occhi l’artista!

Ti ricordiamo che ci farebbe molto piacere se CONDIVIDI il nostro progetto, TI ISCRIVI alla nostra newsletter, ci MANDI qualche foto o commento.

Se hai perso le istruzioni e le schede delle puntate precedenti le trovi qui.

“La mia storia dell’arte” a puntate di Artkids e Burabacio ti aspetta mercoledì prossimo per la penultima puntata!

Martina e Lidia

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