Se non è una mostra, cos’è?

Quando qualche anno fa, appena tornata a vivere a Milano, ero andata a vedere la mostra “multimediale” su Van Gogh e avevo gridato allo scandalo. Un po’ perchè ero reduce da una visita al museo dedicato all’artista ad Amsterdam, un po’ perchè l’età, si sa, rende meno flessibili e aperti alle novità, avevo trovato quasi un sacrilegio quel modo di proporre per immagini proiettate, sezionate e ricomposte al ritmo della musica, i capolavori di uno dei miei artisti preferiti.

INSIDEMAGRITTE

Un’altra caratteristica dell’età dovrebbe essere la ragionevolezza e la capacità di analizzare le cose senza lasciarsi andare a giudizi affrettati. E così, nel corso di questi anni, ho cominciato a ricredermi su questa nuova modalità di organizzare le “mostre” e di proporre arte e artisti.
Certo, per appassionati e addetti ai mestieri non c’è nulla di più appagante di trovarsi di fronte al frutto del pennello o dello scalpello dei propri prediletti, ma per il grande pubblico uscire dalla cerimonialità della mostra tradizionale e poter avere un rapporto più diretto con le opere può essere un modo straordinario per vivere e, in molto casi, per riconciliarsi con l’arte.

La “emotion exhibition” dedicata a quel genio di Magritte, inaugurata questa settimana alla Fabbrica del Vapore di Milano, ne è un’ottima dimostrazione. Dopo il passaggio da una sala introduttiva in cui vengono fornite informazioni sulla vita e sull’opera di questo protagonista del Surrealismo, il visitatore entra in uno spazio immenso nel quale, grazie all’uso di tecniche multimediali, si viene catapultati nel mondo del pittore. Fra piogge di omini, voli di colombe, pipe che non sono pipe, corpi umani trasformati, cascate di fiori e mele e paesaggi suggestivi, accompagnati da una splendida musica, si abbandona la quotidianità e si entra in un mondo onirico in cui, proprio come sostenevano i Surrealisti, tutto diventa possibile grazie all’immaginazione. La sensazione di poter fluttuare nei cieli magrittiani, di potersi moltiplicare come i suoi omini con la bombetta, di entrare dalle porte spalancate sulla natura, di attraversare a cavallo boschi misteriosi, mi hanno abitata per l’ora che è durata la mia visita.

INSIDEMAGRITTE

E allora, visto che con l’età si dovrebbe aver imparato ad attenuare le posizioni assolutiste, oggi penso che mostre “immersive” e pinacoteche vecchio stile non dovrebbero essere più considerate antagoniste, ma diverse facce e possibilità di quel godimento unico e irripetibile che è la visione di un’opera e di quell’opportunità straordinaria data, a qualsiasi età, dall’incontro con l’arte.

Ameranno questa esperienza anche i vostri bambini, scaricate qui le proposte didattiche.

Per ulteriori informazioni visita il sito della mostra.

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