Leggere e dipingere con Hervé Tullet

A Palazzo Grassi sabato scorso si è aperta la stagione delle attività didattiche 2013-2014 e per l’occasione hanno invitato a tenere un atelier con i bambini Hervé Tullet, uno dei nomi più noti in questo momento nella letteratura per l’infanzia. Chi non conosce “Un libro” edito da Franco Cosimo Panini Editore? Un pallino azzurro, un pallino giallo e un pallino rosso…
La casa editrice Electa ha pubblicato nell’ultimo anno diversi libri suoi nella serie dedicata ai più piccoli, e sono tutti molto apprezzati dai bambini.
Sarà che hanno quel qualcosa in più, ma definirlo non è facile. Me lo sono chiesta molte volte. Saranno i colori, i disegni, le storie semplici, i testi essenziali, ma forse il vero segreto è che ti coinvolgono. I bambini vengono rapiti, presi per mano e portati in un luogo fantastico. Tullet li rende protagonisti e li fa giocare con il libro!
Certo che se i suoi libri sono straordinari, incontrarlo è travolgente, perché dietro quest’uomo di un metro e novanta dai capelli grigi vive un bambino, un bambino che esce dai libri e fai i versi dei libri, che gioca con la voce, che sale sulle sedie, urla al megafono…
Ha letto i suoi libri e li ha fatti leggere ai bambini. Quelle pagine di cartone hanno preso vita oltre la carta, nei corpi dei bambini, nelle loro voci, e nelle proiezioni sui muri attraverso le fessure dei libri. I bambini erano incantati, i genitori forse hanno imparato un modo nuovo di leggerli. Io di sicuro!
Tullet perde l’attenzione dei bambini solo quando da loro in mano pennello e colori. Certo, quello era il loro momento, e anche se non hanno ubbidito alle sue direttive e alle sue proposte di pittura hanno fatto un’esperienza straordinaria. Gli artisti erano loro, si sono scatenati a piedi nudi al ritmo della batteria che suonava in sottofondo e hanno riempito di colore, di segni e di gioia metri e metri di carta srotolata nella sala del Teatrino di Palazzo Grassi.
Una sinfonia di colori e di vita, un prato di fiori colorati, un girotondo di bambini che urlavano, saltavano da una parte all’altra del foglio e si esprimevano liberi e felici. Ho visto bambini fermarsi su un segno come se intorno a loro non ci fosse nessuno, ho visto bambini sperimentare nuove tecniche e sentirsi piccoli Pollock, ho visto bambini chiamarsi e coinvolgere l’amico per disegnare insieme, ho visto bambini “allargarsi” a dipingere sulle pareti, ho visto bambini liberi e felici esprimere se stessi e il loro mondo interiore. Aveva ragione Munari quando diceva “un bambino creativo è un bambino felice”. Non lo dimenticheranno!

Domenica l’atelier di Hervé Tullet ha avuto un secondo atto al Museo di Scienze e della Tecnologia di Milano per la gioia di circa 400 bambini.

 

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